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Silvio Carta

Erano i primi anni 50, quando Silvio Carta fondò a Baratili San Pietro l’omonima azienda, dedicandosi da subito alla più tradizionale delle produzioni vitivinicole locali: la Vernaccia di Oristano. Sono trascorsi sessant’anni da allora e la Vernaccia resta ancora una questione di famiglia: Silvio, insieme al figlio Elio, quest’ultimo al timone già dal 1972, ancora si dedicano alla produzione della migliore Vernaccia di Oristano DOC, ma grazie ad uno sguardo attento verso l’innovazione e alla cura amorevole di passioni profondissime, oggi la Silvio Carta è anche Mirto “riserva”, London Dry GinVermouth e distillati tipici, distribuiti in tutto il mondo, quali preziosi assaggi di una terra antica e rigogliosa: il mondo, oggi, profuma di ginepro, mirto e agrumi di Sardegna, grazie alle eccellenze firmate Silvio Carta.

Produzione

Il mirto

È con il liquore di mirto, universalmente noto come sinonimo di Sardegna, che l’azienda profonde l’impegno massimo. Ottenuto dalle sole bacche e foglie, la ricetta di questo antico liquore ha una storia ultracentenaria tutta sarda, risalente ai primi dell’Ottocento. Ma è la famiglia di Silvio Carta ad arricchirla e migliorarla. Nel terribile inverno del 1939 tra gelo e carestia, la popolazione di Baratili San Pietro si salvò dalla fame grazie a quel frutto preziosissimo e abbondante, il Mirto. Così, la nonna di Elio Carta, per esaltare la conservazione delle bacche, mise una manciata di frutti in un misurino di distillato di Vernaccia, già produzione di famiglia: nacque il liquore a base di mirto Ricetta Storica, il liquore di Mirto “assoluto”.

I distillati

La storia del Gin di Sardegna ha il fascino del proibito, infatti, subito dopo il secondo dopoguerra, nell’Isola si sviluppò un’intensa attività distillatoria, quasi tutta di contrabbando. Nonostante il rischio e la paura di essere scoperti dalle autorità, si distillava tutto quello che il territorio offriva.

Nella zona di Oristano predominavano Vernaccia e ginepro. Dalla distillazione delle vinacce si produceva il filu ‘e ferru, dal vino l’abbardenti, mentre il distillato di ginepro era GINIU, dal sardo “Giniperu”, ovvero pianta di ginepro.

Dai primi anni sessanta, terminata la produzione di contrabbando, si affievolì anche la richiesta, sino al 2013, quando la Silvio Carta prevedendo la “renaissance” dei distillati, ha deciso di puntare tutto sulla distillazione in discontinuo, per ottenere il meglio da ogni materia prima, come il ginepro e le vinacce di Vernaccia.

Nascono così il poker di Gin della Maison ( Giniu, Pigskin, Boigin, Grifu ), le fini Grappe aged e il primo ed unico Brandy di Vernaccia al mondo.